Archivi tag: insonnia

il cielo sa quanto pesano le stelle

 

white-cow-10790_640

 

Andare a dormire è una sconfitta, riconoscere che la giornata è finita e arrendersi, il sonno disperderà le illusioni che il risveglio non troverà più, i primi uccelli che cantano, la ventola del computer che fa discorsi insensati alle macchine parcheggiate di sotto, dobbiamo essere feroci se non vogliamo morire, ma ci sono ancora le veline che ballano con entusiasmo? Il sole appena alzato si è andato a mettere dietro le nuvole, quanto tempo ho per prepararmi a sparire, entrare nella moviola a occhi chiusi e guardarmi nascosto dietro un muro, perquisire quelle scene bagnate di pioggia violacea, scandagliare i paesaggi di un destino senza uscita, non posso rispondere di quello che faccio nei sogni degli altri. La mia sfortuna è che sono fortunato e continuo a leggere quel cartello, vietato sedersi sui gradini. Un’ora fa ad esempio sono stato a farmi un giro in montagna con renato rascel, non faceva nemmeno tanto freddo, guardavo il cielo, il cielo sa quanto pesano le stelle, e io devo fare la guardia al mondo, aspettare un fulmine che rischiari il paese per vedere che sta andando tutto bene, che è solo nostalgia del futuro quella che mi prende appena vedo un letto e una finestra rinfacciarsi l’aria fresca del mattino.

 

Annunci

penso che un giorno così

 

f8e8d672b193301e1e9aa6c971b8951e3475e668_large

 

Ieri mattina mi sono messo in testa di fare diventare rosso un semaforo con la forza del pensiero, mi sono concentrato e non ci crederete ma dopo nemmeno un minuto ci sono riuscito. Avendo preso fiducia in me stesso ho voluto allora provare anche col verde. La stessa cosa, il tempo di concentrarmi sì e no un minuto. Verde. Sull’onda dell’entusiasmo mi sono messo d’impegno per farlo diventare giallo ma mi è riuscito solo per pochi secondi, che comunque è sempre un risultato confortante visto che ero uscito di casa privo di forze e deciso a lasciarmi travolgere dal mondo. Per il resto non ricordo come è passata la giornata, solo a un certo punto svoltando dietro un muro un paio di seni enormi mi sono rimbalzati addosso violentemente e lei rideva e io che avrei voluto dire scusa ho detto è stato un piacere e lei rideva ancora di più e sapevo che rideva della mia aria esterrefatta ma le chiesi perché rideva e si allontanò, così credo di aver passato tutto il giorno a cercare angoli da svoltare con gli occhi socchiusi sperando di atterrare ancora sul morbido.
Stanotte mi sono messo a letto e ho spento la luce quando dopo qualche minuto, mentre mi giravo dall’altra parte apro gli occhi e nel buio totale intravedo una piccola lucina blu. In quell’astronave che è la mia stanza ci può anche stare una lucina blu, eppure mi sembrava di aver spento ogni cosa, comprese le suggestioni i rimorsi le illusioni. Guardo meglio, e la luce si muove, come fosse una lucciola. Ma blu. Resto per un po’ intontito poi mi rendo conto della situazione e mi inquieto. Accendo la luce, mi guardo intorno non c’è niente, ci penso su, questa è l’insonnia mi dico, poi rispengo la luce e mi rigiro da quest’altra parte. Do un’occhiata al buio e chiudo gli occhi per finta. Li riapro, e la lucina blu è ancora lì che continua a muoversi con un gesto quasi suadente ma ormai per me allarmante. Accendo la luce, esco dal letto, devo risolvere la faccenda, e non devo avere paura, sono grande. Ma la lucciola non c’è più. Guardo sul pavimento, tra i libri, sposto la tenda, niente. Penso agli extraterrestri, penso che sono pazzo, apro la finestra non so se per fare uscire qualcosa o fare entrare altro buio, o forse per vedere se ci sono le stelle, e se ci sono tutte, penso che nella mia vita ci deve essere qualcosa che non va ma quel lampione illumina solo un angolo di strada dove tutto sembra funzionare. Allora mi viene un’idea, mi rimetto a letto, guardo la stanza per l’ultima volta poi spengo la luce. E rivedo la lucciola blu, e la sto a guardare, e la vedo muoversi sinuosamente nel nero fitto della stanza che non c’è più. Non voglio leggere quello che scrive nel suo volo. Non voglio sapere niente di lei, perché so già tutto. E non voglio dormire. Solo ricordare quando ti ho detto hai un bel sorriso che mi fa venire voglia, e tu, voglia di cosa? di qualsiasi cosa, e allora hai spento piano il sorriso e mi hai guardato spaventata e incantata come se ti avessi detto qualsiasi cosa.


tutti sognano io no

 

Stanotte quando stavo per mettermi a dormire un uomo è entrato nella mia stanza e senza darmi il tempo di spaventarmi mi ha detto mi scusi, ha preso la sedia e l’ha portata fuori. Non sembrava proprio avere cattive intenzioni, quindi sono rimasto a guardarlo, entrava e usciva dalla stanza svuotandola un po’ alla volta. Poi entrò con un altro uomo, al quale diede ordine di togliere le tende, mentre un altro con la tuta saliva sulla scala per smontare il lampadario. Proprio adesso che sono stanco e voglio andare a dormire deve arrivare tutta questa gente? pensai. La stanza ben presto non fu più che quattro muri miseramente bianchi. L’uomo che comandava i lavori si affacciò alla finestra, fece un fischio e poi mi disse di stare tranquillo che andava tutto bene. Arrivarono altri uomini, misero dei tappeti e colorarono i muri di verde e giallo, altri portarono oggetti vari e indefiniti tanto che io non riuscivo a distinguere se volessero farne una sala operatoria o un’officina. Il nuovo lampadario però era indiscutibilmente settecentesco. Montarono anche uno schermo enorme dal quale uscirono fuori uccelli a forma di gatti neri che presero a volteggiare nella stanza. Dal soffitto piovve un tuffatore che si infilò nel pavimento, e quando qualcuno cercò di applaudirlo fu subito accoltellato. Il sangue zampillò come una fontana che spruzzò la stanza e tutti i presenti di piccole macchioline rosse. Un grasso soprano approfittò per farsi una doccia intonando un vocalizzo, e più si riempiva di sangue più il suo acuto diventava stridente. Entrò un maiale con in groppa un bambino che rideva alla follia. L’enorme schermo rimandava una foresta e il rumore sensuale della sua sinfonica pioggia. E c’erano due donne, quella nera urinava davanti a me, quella bionda sorseggiando un cognac voleva improvvisare una poesia, ma in quale lingua? Un sommozzatore si affacciò alla finestra bussando contro il vetro. Io ero inaspettatamente seduto su un trono, e avevo sempre più sonno. Il maiale calpestava popcorn, aveva al collo un grosso orologio che girava velocissimo. L’assassino era scappato e tutti fecero improvvisamente silenzio per stare ad ascoltare la foresta. Che sonno avevo! Ragazzi dissi, è il vostro sovrano che vi parla, è ora di andare a dormire. Rimisero tutto a posto in un baleno. Per ultimo il direttore dei lavori riportò la mia sedia al suo posto, là dove mi dava modo di riconoscere la mia stanza, quella di tutti i giorni e quella di tutte le notti. Anche il profumo di fragola era svanito. Così finalmente potei mettermi a letto, con la speranza di potermi infilare in qualche buon sogno. Stamattina però quando mi sono svegliato fui deluso di non avere sognato niente, o forse come si dice, di non ricordare nessun sogno. Fortunato chi ricorda i sogni.

 


fantasmi

riavvolgimento rapido

La notte scorsa cercando di capire chi sono, in una di quelle ricerche che si fanno perché non si ha voglia di andare a dormire e ci si abbandona inestricabilmente all’oscurità di google, ho trovato questo che vedete qua sopra. Un fantasma del mio passato in vendita su ebay. Quasi mi viene voglia di comprarlo, se non fosse che 30 euro spedizione compresa mi sembra un po’ troppo per un libro seppur straordinario, ma dal prezzo di copertina di 8.000 lire. Dal momento che nel frattempo non sono morto e non mi hanno dato ancora nessun nobel, mi viene da pensare che la differente quotazione non sia tanto dovuta al suo rinnovato apprezzamento artistico bensì al  valore storico dell’oggetto, in pratica antiquariato. E non è così bello sentirsi un pezzo d’antiquariato. Perlopiù in vendita su ebay. Ecco allora un altro buon motivo per continuare a seguire il mio blog, quelle poesie che ci sono lì le sto mettendo un po’ alla volta qua, gratis. Le trovate nella sezione lento riavvolgimento. Resta comunque che fa una certa impressione ritrovare così nel cuore della notte un pezzo del tuo passato in vendita su ebay. Poi ho scoperto anche che un’altra copia è ospitata alla gloriosa e storica biblioteca nazionale braidense, e questo è già meglio. Fa sempre impressione, ma concilia di più il sonno. Siccome è a brera, un giorno passerò a dargli una spolveratina. Sì, dare un’affettuosa spolveratina a un pezzo del tuo passato è senz’altro meglio. Aiuta a non sopravvalutare il presente. E chissà quante cose scoprirò ancora se insisto a non dormire la notte.

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: