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lento riavvolgimento 5

football
 
 
 
parabolicamente vale un cinguettio
posato sul pallone il feroce verso
del whisky pubblicitariamente c’è
molta foschia tra l’onorario e
l’allarmante presepe coincidendo
la beffa le fauci del tortuoso
canarino dal buco di carne sbranato
a causa di per ordine di non mi
contengono più non ho più una volta
sotto canestro allargando il punico
sonetto nella radiofonica distanza
sei durata di più sciroppata pedinata
dal pencolìo del ginepreto brucia
l’ennesimo appunto ventoso marx
a luogo di sciami sul colle il confine
è segnato filo di lana o nastro tricolore
o filo spinato è uguale è comunque da tagliare
 
 

lento riavvolgimento 4

delitto 2

 
 
di me
 
beltà immerge bollente il braccio
crisografico desiderio presentimento
tetro pecora tiepida sera incaglia
mormora sotto l’orto il cappa del cielo
odora a vero minuto d’inguine l’autopsia
che movimento lo sturalavandini ha reclamato
a stento
amante segreto monade gravita
la notte in mente il giorno
scuote cosa dici di me dottore
spalancato nella testa del mare
più del pentotal più del mare vengo a mancare
non vengo a stare insisto il biancore che s’inarca
con la mano spenta sopra il buio
la gigantografia del tuo cadavere
porto a letto così barbaro rinasco
tra le falangi il miele della mano tua sinistra
all’incontrario
 
 

lento riavvolgimento 3

delitto 3

 
 
 
l’alfabetico controvento allunga la notte fino
alla finestra aperta sull’antifurto aperta
sul plotone aperto il portone puoi entrare
finestra dentro il mio sangue buio il piacere non
fa più piacere del duttile prodotto anatomico
o forse inglese non è più poltiglia di me il confluire
delle morti a me intestate sai cosa faccio luna
non guardare mi sveno perché chi è genio è genio e basta
 
 
 
 

lento riavvolgimento 2

occhio

 

 

come lo so leggo nell’arco che
sfarina l’udito quando il tuo punto all’infinito
converge l’algebrica distruzione dei sensi
sdoppiando i cespugli il risucchio del cielo
e occhio che onde ripassa sopra l’onda
accidente s’inclina individuato umile dritto
nell’edicola alta come il sole l’erta risparmia
e quel breve sepimento che ha la fuga atomica
bisogna andarci dentro continuare
a fissarlo nel pieno difficilmente rappresentabile
la vivi la sintassi del viadotto l’assapori
l’ispezione del tempo la tocchi la gronda
senza toccarla godendola grillo ispirato
incarnato inspirato dal tempo che si complica
di boccaporto e di sconquassi da lì partendo non
da altrove non a caso per un leggibile scontro
andandosi
 
 
 

lento riavvolgimento 1

hotel

 
 
 
se una qualche differenza ci sia
tra la voce mia saturnina e i tuoi
saturnali cannibali di piazza
un giorno per saperlo si può fare così
con l’orologio cronometrare la mia passione
mettere il pigiama invertire la notte
oppure unirsi in preghiera immaginare
lo strapiombo del sonno oppure la città
non ha più il mare e vista così dagli alberghi
è la saturnia che vola sul collezionista
sui tuoi amorosi pois sulle mie chicchere
mortali allo stesso modo con due ali
 
 

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