Archivi del mese: agosto 2014

istruzioni per quando ci si ritrova sepolti vivi

Jindrich Streit

 

A tutti può capitare di ritrovarsi sepolti vivi, vuoi per un disguido, un equivoco o un disegno di qualcuno che non ci vuole bene, compresi noi stessi. Quando ci si ritrova sepolti vivi è importante restare calmi e pensare che ci sono molte cose che si possono fare. Innanzitutto tastate con le mani intorno a voi, qualcuno potrebbe aver provveduto ad installare da qualche parte un pulsante di sicurezza, e colui che a tutti era parso un folle allucinato diventerà la vostra salvezza. Se non lo trovate intanto prendete atto che quello dove siete è un rifugio sicuro e irraggiungibile, non dovrete temere nessuna guerra da lì, e se avete problemi con la giustizia nessuno vi troverà mai. È un pensiero assurdo, ma alla mente certi pensieri insensati spesso risultano adeguati, perché la mente ha delle regole sue con le quali è in grado di costruire realtà che non fanno parte di questo mondo. Proprio per questo la procedura prevede che cerchiate intanto di capire se è solo la vostra testa ad essere sepolta quando in realtà il vostro corpo se ne sta tranquillamente a prendere il sole da un’altra parte, che sia solo paranoia cioè, e nel caso potreste considerare l’eventualità di un risveglio, perché checché se ne dica il famoso potere della mente è ben poca cosa se il corpo non è in grado di assecondarlo, almeno fintantoché state in questo mondo.
Dovete evitare di pensare al futuro, al contrario pensare al passato può servire, un po’ come guardare la televisione, bisogna pensare che a qualcuno possa venire in mente in qualche parte del mondo che tu sei lì sepolto vivo e che allarmi tutto l’allarmabile per venirti a trovare ed è necessario altresì essere fiduciosi del fatto che sia creduto. Perché la speranza non venga meno occorre individuare degli appigli o incidenti nella vita che continua sopra di voi che possano portare anche solo per pura fortuna a scoprire la vostra condizione. Pensate a tutte le persone che conoscete, anche quelle che avete incontrato una sola volta, e cercate di capire, di intuire o di inventare un qualche motivo per cui qualcuno di loro possa venirvi a cercare, e attaccatevi a questa idea come un lupo che ha fame, e arredatela al meglio nella consapevolezza che spesso la realtà risulta di gran lunga molto più appagante della fantasia.
Del resto quante volte siete stati sepolti vivi dentro un’idea impossibile, quante volte avete provato l’impotenza di parlare a qualcuno che non voleva sentire, quanti sogni avete fatto senza alcuna possibilità che fossero altro che sogni dai quali scappare. Convincetevi che la situazione in cui vi trovate non è poi così distante dalla precedente, e se prima non ve ne siete accorti adesso vi verrà più facile mettere a fuoco che un po’ di terra piovuta da un badile non può fare una gran differenza. La vostra vita è sempre stata scandita da galere e sepolture. L’esistenza è una prigione e da quando siete nati siete sempre stati aggrappati alle sue sbarre. E prima ancora tutti siamo stati sepolti in una pancia. È questione di abitudine, ci si abitua a tutto. Il mondo stesso, i pianeti e anche tutto il cielo è imprigionato dentro le sue leggi, e non ne può uscir fuori. Avete mai sentito urlare una stella disperata?
Uno dei metodi che ho individuato per tenere lontani i pensieri cattivi è quello di mettersi a contare senza porsi un numero finale, una meta, ma lasciarsi trascinare verso l’unica destinazione possibile dell’infinito. Un’altra cosa bella da pensare è realizzare che appena due metri sopra di voi c’è la vita con tutte le sue storie e i suoi colpi di teatro, potete immaginarvele camminare e recitare sopra di voi e valutare che se ne siete due metri sotto tutto sommato non è poi la fine del mondo, pensate a due innamorati quando stanno lontani centinaia di chilometri, e per voi non sono che due metri soltanto.
Essendo al buio non vi sarà difficile immaginare una notte stellata e pensare alla grandezza dell’universo, e a quanto poco interessi all’universo della vostra angoscia, della vostra piccola storia di sepolto vivo, e rendetevi perciò conto di essere già qualcosa di inesistente per l’universo, e che in fondo lo sareste lo stesso inesistenti anche se foste due metri sopra. Questo è un pensiero che verosimilmente avrà già segnato i momenti più critici della vostra esistenza sopra la terra, ma fatto sotto può essere molto utile. Quindi restate il più possibile con i vostri pensieri e le vostre trepidazioni miliardi e miliardi di anni luce lontano, in quella parte di eternità dalla quale è difficile ricordarvi di essere sepolti vivi.
L’unica cosa che potete fare è pensare, sì potreste anche urlare ogni tanto, ma solo per scaricare tensione, che non si è mai visto che uno urla da sottoterra e lo sentono. E allora pensate, pensate. Pensate che se siete sepolti vivi è perché probabilmente vi hanno creduto morti, per cui come siete morti una volta potreste in breve tempo morire una seconda, potrebbe trattarsi di un ritorno alla vita temporaneo, beffardo ma in questo caso risolutivo, e anche questo è un pensiero che può aiutare.
Un altro trucco è immaginare che vi state svegliando da un brutto sogno, ma aspettate a svegliarvi, continuate ad aspettare fin che potete, sognatevi il vostro brutto sogno senza schiacciare mai il pulsante del risveglio. Mai perdere la speranza, mai pensare all’aria che verrà meno, piuttosto inventarsi storie di mare o di aperta campagna, o di volare nel cielo. Come le ballerine catturate dai quadri, dovete solo dipingervi una scena intorno.
Ma una cosa che dovrete assolutamente fare sarà immaginarvi il mondo che verrà, perché è molto probabile che sarà proprio come voi lo volete. Siete come un astronauta sepolto nella sua capsula spaziale ma destinato a un altro mondo probabilmente meraviglioso. E quindi immaginatevi di fare l’amore in ogni posto del mondo, con ogni donna e uomo del mondo, in ogni piega del mondo e in fronte ad ogni paesaggio del mondo, con tutte le parole e i silenzi del mondo. Anche se il mondo non sarà più questo.


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