amori possibili

occhio

 

In attesa di riuscire finalmente a dire qualcosa che spacca, qualcosa di importante che prima o poi dovrò pur trovare il coraggio di dire, ho pensato di innamorarmi e adesso vi dico di chi, anche se temo sia una storia senza futuro, o almeno che il futuro è troppo piccolo per noi perché so già quando la nostra storia finirà, e sarà dopo che avranno trasmesso l’ultima partita dei mondiali. Lei è una brasiliana e l’hanno presa per fare la sigla dei mondiali. Lo so la sigla dei mondiali è un cartone animato e quello è un problema effettivamente, ma io confido sul fatto che l’amore trionfa sempre e supera qualsiasi ostacolo. Le partite non le guardo ma mi presento puntuale per vederla in quei due secondi, quando compare sulla spiaggia mentre gioca a footvolley. Lei fa due saltelli e ha una classe nel saltare che mi ricorda qualcosa, e infatti è più bambina che sensuale, e lo fa con delle gambe che sembrano disegnate ma flessuose che uno immagina odorare di onde e papaya. In quelle sue movenze io ci vedo quell’attaccamento a un sogno che esclude il mondo. Il seno sobbalza e lei colpisce il pallone con una tenerezza e una grazia che tu aspetti solo di poterlo rivedere quel gesto alla prossima partita. E poi volta la testa per guardare la palla allontanarsi, e io guardo la sua coda di cavallo frustare il mio bisogno di averla tra le braccia. Quando non ci sono le partite la immagino andarsene in giro per le strade colorate di Rio, ridere con delle amiche, e la sera guardare il mare e fantasticare a ipanema perché lo so anche se gioca a footvolley a lei non piace stare a copacabana, un po’ come me quando mi sembrava che l’oceano da lì poteva portare più relitti o più bottiglie. Su quella spiaggia io avevo capito che le donne brasiliane sono le più belle del mondo, sia che fossero nere o bionde o basse o alte, e che sarei tornato un giorno per fare con loro dei bambini, perché erano bellissimi i bambini brasiliani, però questo è stato molti anni fa, e poi col tempo me ne sono dimenticato. E adesso lei mi sembra come uscir fuori da allora, la guardo sulla spiaggia giocare a footvolley, e non fa niente se è un cartone animato anzi meglio perché così non ha età e non ha nome che non glielo voglio dare un nome perché ogni donna che vedo qui a Milano le assomiglia, e l’altro giorno mi sembrava di averla vista scendere da una macchina e l’avrei seguita se il traffico non mi avesse respinto come fa sempre. Anche da piccolo ci sono rimasto male quando ho saputo che paperino non esisteva da nessuna parte, che non sarebbe servito nessun viaggio, ma ho continuato a sentire la sua voce, e la voce di lei appena la immagino mi fa sprofondare su un letto meraviglioso fatto di parole bisbigliate, di gola e caviglie, di schiuma che il mare cosparge sul suo sorriso assetato della mia sete, e sul resto del suo corpo che sembra disegnato apposta per me.

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Informazioni su massimobettini

Ho aperto un blog per dimostrarmi che un blog non serve a niente, quindi cercherò di gestirlo nel peggior modo possibile, evitando accuratamente tutte le buone regole per un blog di successo. Conto di riuscirci. Il mio motto è, posto ma non mi sposto. Vedi tutti gli articoli di massimobettini

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