a me te non mi piaci neanche se ti pettini il congiuntivo

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Che palle quelli che pensano che basta sapere l’italiano e sono fissati coi congiuntivi e i tempi e la punteggiatura e a me mi che non si dice e gli accenti quelli a destra e quelli a sinistra… abbiamo capito che sei un secchione ma sei tu che non hai capito che l’italiano e la grammatica si evolvono e che in fondo l’abbiamo inventato noi l’italiano e io come lo creo lo distruggo come voglio e quando voglio e soprattutto quando mi serve e soprattutto ancora quando so di essere capace di distruggerlo e di non avere bisogno di dimostrare niente a te che sei solo un secchione e non ti sei accorto che la scuola è finita e non ce ne facciamo più niente dei secchioni, dei loro esibizionismi che assomigliano alle indignazioni degli onesti, di buone letture buona musica sano e buon sesso, fai lo snobbetto e non capisci che sono io che ti snobbo te e la tua grammatica ammuffita, spostati, e anacolutati.

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Informazioni su massimobettini

Ho aperto un blog per dimostrarmi che un blog non serve a niente, quindi cercherò di gestirlo nel peggior modo possibile, evitando accuratamente tutte le buone regole per un blog di successo. Conto di riuscirci. Il mio motto è, posto ma non mi sposto. Vedi tutti gli articoli di massimobettini

21 responses to “a me te non mi piaci neanche se ti pettini il congiuntivo

  • Pendolante

    Posso pure condividere, ma per distruggere bisogna saper costruire, cioè se sai l’italiano puoi pure non seguirne le regole, se non lo sai non lo sai e basta. E te lo dice una che lo ha imparato tardi e con fatica e ancora non ne è mica tanto sicura

  • deadmandreaming

    c’e’ da dire che sono d’accordo
    . anche se dai, la differenza tra un se’ e un se, o un da e un da’ andrebbe un attimino specificata, poi OH,, OGNUNO…

  • J.

    Colpita e affondata! Io sono una di quelle persone che tu hai argutamente e seccatamente descritto in questo post. Dovrei sentirmi offesa? Ma anche no! Sono solo una persona che corregge gli altri quando fanno errori di ortografia che spaventerebbero chiunque! Ma perchè distruggere una lingua così bella come il nostro italiano? Perchè arrogarsi il diritto di porre e disporre su sintassi e semantica? Ma a che pro? Solo per il mero gusto di trasgredire, di contravvenire ad una regola? Si forse…il fatto comunque è che tendiamo tutti prima o poi a giustificare i nostri errori con un “io faccio ciò che voglio”! Eh…ti piace vincere facile!

    • massimobettini

      se parli di gusto di trasgredire significa che mi concedi la conoscenza dell’italiano, non ci sarebbe trasgressione se no e sarebbero solo errori… ma non è trasgressione è la voglia di sentirsi liberi di usare il pennello e i colori come vuoi, le regole hanno ratificato mille sfumature emotive ed espressive, ma se io ne voglio 1500? non si tratta di imbruttire la lingua, e del resto nessuno parla nè scrive più come secoli fa, la luce della corrente ti emoziona in modo diverso dalla luce della candela, la lingua italiana in realtà non esiste perchè si evolve continuamente, a me piace essere partecipe di questo… tra l’altro succede che cose come a me mi non sono nemmeno errori tecnicamente, come non lo è l’uso dell’indicativo al posto del congiuntivo in certe circostanze, e questo i vari secchioni di turno non lo sanno nemmeno, quindi poi finisce che ti correggono dove non ci sarebbe nemmeno errore, ma semplicemente perchè ricordano una regoletta scolastica, e allora io ti rifaccio il verso e ti dico non sarà che in mancanza di fantasia uno si attacca ottusamente alle regole? e poi scusa la sostanza è questa, se uno sa scrivere lascialo stare, se non sa scrivere… lascialo stare lo stesso, che te frega di fare le pulci a uno che non sa scrivere, se vuoi fare lo snob fallo fino in fondo, come me 🙂
      grazie per avermi fatto dire queste cose

      • J.

        Quindi tutto è ammesso e tutto è giustificato…E allora cosa la studiamo a fare la grammatica italiana?
        Se tutti ci facessimo la lingua come più ci piace non ci comprenderemmo più! Ma perchè sbagliare a scrivere volutamente? Per un senso di superiorità?

      • massimobettini

        forse anche, ma più che superiorità direi consapevolezza di chi ha studiato la grammatica abbastanza per poterne fare uso senza esserne usato, e comunque parlare della scrittura in sé è un pretesto, e siccome io uso la scrittura per dire quello che sono, ecco che il mio discorso più che una piccola disquisizione su un argomento tutto sommato piccolo come la grammatica diventa esteso al modo di intendere la vita, io dico sempre una cosa per dirne anche un’altra, si vede che non mi conosci ancora bene 🙂
        (quindi attenta quando ti dirò di no non scoraggiarti perchè sarà sì)

      • J.

        Ammetto che tutto ciò affascina…

  • ilarianb

    Colpita e affondata. Grande, hai ragione: smetto immediatamente di fare la grammar nazi 😀 Peraltro concordo anche sull’estensione del discorso grammatica ad altri aspetti dell’esistenza, voglio dire, se predico la libertà per tutto il resto, perché dovrei rompere i maroni su accenti e apostrofi?

  • Le parole sono importanti (?) | Ufficio di Coccolamento

    […] una mazza: chi vi scrive è stata a lungo una grammar nazi. Poi un giorno, per caso, ho letto il post di Massimo e mi sono detta: sai che c’è? Ha ragione. Non serve a niente rompere le scatole alle gente, […]

  • musicalina

    Buongiorno!
    Ma…”anacolutati” che diamine significa?

    • massimobettini

      🙂 a me lo chiedi? comunque ho trovato questa spiegazione per anacoluto… è un costrutto retorico in cui non è rispettata la coesione tra le varie parti della frase. È una rottura della regolarità sintattica della frase. È un effetto della mimesi del parlato… nell’anacoluto il costrutto sintattico è privo di coerenza e di accordo logico-grammaticale tra gli elementi del periodo, pur mantenendo un senso o tema comune tra le parti del discorso (wiki) e se non ti basta… ne hanno fatto uso, tra altri, oltre a me, Tucidide, Tito Livio, Cicerone e Catone, e io aggiungerei sticazzi per completare il concetto

  • dorotea

    Tipo quelli che credono che in italiano corretto si scriva “egli” e non “lui”

  • Francesca de Lena

    spostati e anacolutati diventerá il mio grido di battaglia!

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