Archivi del mese: aprile 2014

un’idea sulla prima corsia dell’a4

 

 


penso che un giorno così

 

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Ieri mattina mi sono messo in testa di fare diventare rosso un semaforo con la forza del pensiero, mi sono concentrato e non ci crederete ma dopo nemmeno un minuto ci sono riuscito. Avendo preso fiducia in me stesso ho voluto allora provare anche col verde. La stessa cosa, il tempo di concentrarmi sì e no un minuto. Verde. Sull’onda dell’entusiasmo mi sono messo d’impegno per farlo diventare giallo ma mi è riuscito solo per pochi secondi, che comunque è sempre un risultato confortante visto che ero uscito di casa privo di forze e deciso a lasciarmi travolgere dal mondo. Per il resto non ricordo come è passata la giornata, solo a un certo punto svoltando dietro un muro un paio di seni enormi mi sono rimbalzati addosso violentemente e lei rideva e io che avrei voluto dire scusa ho detto è stato un piacere e lei rideva ancora di più e sapevo che rideva della mia aria esterrefatta ma le chiesi perché rideva e si allontanò, così credo di aver passato tutto il giorno a cercare angoli da svoltare con gli occhi socchiusi sperando di atterrare ancora sul morbido.
Stanotte mi sono messo a letto e ho spento la luce quando dopo qualche minuto, mentre mi giravo dall’altra parte apro gli occhi e nel buio totale intravedo una piccola lucina blu. In quell’astronave che è la mia stanza ci può anche stare una lucina blu, eppure mi sembrava di aver spento ogni cosa, comprese le suggestioni i rimorsi le illusioni. Guardo meglio, e la luce si muove, come fosse una lucciola. Ma blu. Resto per un po’ intontito poi mi rendo conto della situazione e mi inquieto. Accendo la luce, mi guardo intorno non c’è niente, ci penso su, questa è l’insonnia mi dico, poi rispengo la luce e mi rigiro da quest’altra parte. Do un’occhiata al buio e chiudo gli occhi per finta. Li riapro, e la lucina blu è ancora lì che continua a muoversi con un gesto quasi suadente ma ormai per me allarmante. Accendo la luce, esco dal letto, devo risolvere la faccenda, e non devo avere paura, sono grande. Ma la lucciola non c’è più. Guardo sul pavimento, tra i libri, sposto la tenda, niente. Penso agli extraterrestri, penso che sono pazzo, apro la finestra non so se per fare uscire qualcosa o fare entrare altro buio, o forse per vedere se ci sono le stelle, e se ci sono tutte, penso che nella mia vita ci deve essere qualcosa che non va ma quel lampione illumina solo un angolo di strada dove tutto sembra funzionare. Allora mi viene un’idea, mi rimetto a letto, guardo la stanza per l’ultima volta poi spengo la luce. E rivedo la lucciola blu, e la sto a guardare, e la vedo muoversi sinuosamente nel nero fitto della stanza che non c’è più. Non voglio leggere quello che scrive nel suo volo. Non voglio sapere niente di lei, perché so già tutto. E non voglio dormire. Solo ricordare quando ti ho detto hai un bel sorriso che mi fa venire voglia, e tu, voglia di cosa? di qualsiasi cosa, e allora hai spento piano il sorriso e mi hai guardato spaventata e incantata come se ti avessi detto qualsiasi cosa.


novantanove le gambe delle donne

 

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Novantanove persone mi seguono sulla mia pagina facebook, il centesimo mipiace vince l’onore di ospitarmi a casa sua per due mesi vitto alloggio lavatura imbiancatura e stiratura tutto compreso… accorrete.
Dovrei scrivere qualcosa di interessante per l’occasione ma non ho niente. Una delle cose più difficili è avere sempre qualcosa da dire. Una delle cose più belle è non avere niente da dire. Mi viene però in soccorso una scena, stamattina al mio paese, c’era un funerale e c’era uno che con la scusa delle condoglianze abbracciava tutti per attaccargli un pesce di carta sulla schiena, e nessuno se ne accorgeva perché erano troppo impegnati a piangere. Potrebbe uscirne un bel post ma adesso non ne ho voglia, non ero preparato ad essere centenario, e comunque c’è una morale pronta pronta che però non vi dico perché so che chi mi segue è abbastanza intelligente da capire che nella vita finché uno passa il tempo a piangere non si accorge dei pesci che ha sulla schiena, e che è soltanto tutto uno scherzo.


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