movimenti ripidi degli occhi. 5

La donna si era svegliata quando ancora faceva buio, si era spogliata ed era andata a sparire da qualche parte nella casa. L’uomo, dopo che ebbe finito di sognare un treno che correva su un lago secco, si era sollevato dal letto di soprassalto e aveva attraversato le luci sottili della strada, aveva intravisto la donna dormire nella vasca da bagno, e si era seduto su quella sedia dove ogni mattina cercava di capire se essere felice oppure no. Pioveva. I passi della donna varcarono la penombra come fossero bagnati. Era nuda, ma quello era il suo vestito e la sua bugia, era come quando l’aveva trovata sopra uno scoglio e non sapeva come sfiorarle la schiuma che la ricopriva. Andò a sedersi sul tavolo e aprì le gambe in modo che l’uomo restasse in contemplazione davanti a quel suo panorama incolto mentre lei distrattamente guardava alla finestra i primi lontani chiarori dell’alba. Lui sentiva l’odore di caffè che avevano le sue gambe, e pensava che se solo avesse potuto distinguere la pioggia dai suoi occhi forse avrebbe potuto anche provare ad amarla.

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Informazioni su massimobettini

Ho aperto un blog per dimostrarmi che un blog non serve a niente, quindi cercherò di gestirlo nel peggior modo possibile, evitando accuratamente tutte le buone regole per un blog di successo. Conto di riuscirci. Il mio motto è, posto ma non mi sposto. Vedi tutti gli articoli di massimobettini

10 responses to “movimenti ripidi degli occhi. 5

  • Cam

    Un po’ mi vergogno, ma volevo darti un mio giudizio su ciò che scrivi – sì, io, vabbè.
    Tutto è un mescolarsi di tristezza e poetica follia. Usi immagini che sono icastiche in modo drammatico, ma allo stesso tempo leggere come una carezza – oltre all’ultima frase di questo racconto, mi viene in mente l’immagine del pullman che gira ininterrottamente intorno alla rotonda. Mi è capitato davvero con pochi scritti di pensare ma io non dovrei neanche provarci a imbrattare internet… Ecco, quelli che scrivi tu sono tra questi. Non credo di averti detto nulla di nuovo, puoi anche riderci su se vuoi, ma ci tenevo a farlo.

    • massimobettini

      non mi hai detto nulla di nuovo, perchè lo sapevo 🙂
      ecco, detta la mia stronzata (si fa così quando si è in imbarazzo) posso dirti molto seriamente che non c’è proprio niente da riderci su, che quasi piango figurati, perchè quello che c’è di nuovo è che lo dici tu, e forse con fatica per come credo di conoscerti, e vergognandoti (?) e perciò è ancora più pesante ed entra violentemente dentro di me, quasi come una carezza, sono commosso davanti al tuo pudore e ti ringrazio davvero molto per avermelo dato, e soprattutto sono felice perchè ci tenevi a farlo, e l’hai fatto
      (adesso però non riderci su tu)

  • bakanek0

    leggerti significa arrampicarsi sulle parole che impili, mentre crei, costruisci immagini, non soltanto le descrivi. Una scrittura visiva, insomma, e situazioni surreali eppur emozionalmente intricate; a tratti, purissime e dolenti.
    Ti faccio davvero i miei complimenti!

    • massimobettini

      anche tu hai messo insieme delle belle parole sulle quali mi arrampico per ringraziarti… scrittura visiva, sì, credo c’entri anche un po’ l’aver frequentato il cinema, o forse no, che in fondo parole e immagini sono la stessa cosa, mi fa piacere che hai visto queste cose, penso che anchio se potessi leggermi dal di fuori mi descriverei così 🙂

  • guido mura

    Semplicemente scrittura di qualità: quella che di solito spaventa gli editori. Anch’io racconto immagini, anche perché di solito mi pare di vedere le scene che scrivo, però tendo ad essere più realistico, anche quando le storie sono assurde. Ora poi le scene tendono a trasformarsi in suoni e chissà cosa diventeranno.

  • Amor et Omnia

    Ci sono scritture così cesellate e scolpite attorno alla miseria umana da rendertela palpabile e immediata tanto da farti scostare per lasciarla andare oppure starci dentro per conoscerla tutta. Le parole sono immagine e le immagini traducono i fatti in una cornice di astrazione psicologica,
    La sensazione che ne ricavo è tanto di empatica inquietudine quanto di soddisfazione umana, cosmica direi, nel sapere che c’è chi sa cesellare e scolpire. Io amo vedere i fatti per la loro cifra poetica e drammatica.. Consentirci di sentire i respiri di chi agisce e i loro mondi emotivi è arte. Vi è dubbio? Lunga premessa per dire che qui è così.

  • Amor et Omnia

    non ti ci abituare 😉 ..(sorrido) grazie a te… davvero A:

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