Archivi del mese: agosto 2013

agosto sexy. 12

Sapevo cosa facevo quando rubavo i bambini per invecchiarli in garage ma non so più cosa dimenticare, ed è come il miele il cappio che mi appende al primo uccello che passa. Adesso che risparmio gravità posso sperperare batteri così abbraccio la mia nevicata preferita, e confermo la mia presenza perché sono un illuso. Se mi pedini sai che ti sto seguendo, attento sono incubi a dormire sulla destra quindi solo bocconi per questo agosto che non è più sexy.

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agosto sexy. 11

Protesto per la mancanza di un malessere che mi lasci libero di tirare a sorte qualcuno dei miei simili o guarire. Perché non accetti il mio regalo, non sarà solo per l’esilarante puzzo di pattumiera? Mi deluderebbe e tornerei a casa a riprendermi l’angoscia che costa un euro e me la spasserei con la tenerezza di un clacson in frantumi, il mio rantolo ancorato al sorriso di una farmacista, tra i denti s’intravede uno zoo di telecomandi parcheggiati sulla luna.


agosto sexy. 10

Smonto la casa e la ricostruisco più in là, e divento forestiero. Coprimi le spalle che le cose stanno cambiando, gli asini invadono le carreggiate e ho già fatto la lista dei carnefici. Non voglio aiuto, solo sapere se sono nella stanza giusta, se no esco e spargo sostanze organiche ovunque ci sia un pensiero, e tutto assomiglierà a un’incognita. I lampioni si spengono sui braccianti in fuga, solo uno ha premuto il grilletto, gli altri hanno guardato il mare.


agosto sexy. 9

Non so come dire alla battigia che le onde sono finite, che alla vigilia di un sano fallimento non ti aspetti che piova, capirà? Amoreggio con la specchiera, poi vado in fondo alla discesa a reclutare nuovi soci. La gamba migliore sarà piantata nel giardino, e tra santi ci si capisce per cui possiamo escludere tutti i vagabondi e le porte chiuse a chiave. L’ombra di un elicottero mi ha preso di mira ma con la carta prepagata mi sono dotato di sguardo abbandonato, e mi sono salvato.


agosto sexy. 8

Ho in testa un fuoco d’artificio che si chiama tristezza, faccio un giro per dare sangue alle statue ma solo la merda è certa. Io trovo il mio angolo e mi ci infilo, sicuro di quel che non dico, così da convincere i fiori a non sbocciare. Ritornerò a succhiare il male dal mio seno, abbaierò alla galera che mi manca. Sai? non ho mai sognato in una tenebra, perché la mia meta è quel fiume distratto che passa per la stanza, e io sono anche minorenne.


agosto sexy. 7

Nonostante gli avvertimenti mi sono messo a camminare all’indietro per evitare di rispondere al telefono in modo superficiale, è un mio diritto, e rivendico il buio che produco. Nel pomeriggio ho deciso di entrare in politica, così mi sono chiuso in cantina, e ora mentre passa il vaporetto cerco furiosamente la mia solitudine, ma non la trovo più. Se tu mi lavi i piatti io te li sporco, questa era la proposta, ma non ho avuto risposta.


agosto sexy. 6

Bisogna disinstallare le nuvole prima, e poi reinstallo un dio logorroico e con la giacca. Col mio bastone alzato richiamo a raccolta le immagini contrarie del futuro mai prossimo, ululate, c’è l’inno e la bandiera. Non chiedermi l’ora, che è sempre la stessa. Mi sono iscritto alla calca e aspetto che qualcuno mi morda, del resto valgo un televisore di spari western e non è da tutti, e se trovo una fontana accesa mi ammalerò di lei.


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