randomcanguro 4

ed era molto prima che fosse l’una. Quella città invertebrata e avvilente era trascorsa in un attimo e senza la minima traccia di una qualche ansietà, tanto che voltandosi indietro nemmeno gli riusciva di ricordare la strada che aveva fatto e i pensieri che l’avevano accompagnato. Le finestre dell’ospedale erano lì in fila davanti a lui, e questa era la prima cosa che aveva un senso da quando si era svegliato. Otto file da dieci finestre. Per un momento gli sembrò di essere a casa, e gli veniva da pensare che tutto quello che c’era dietro quelle vetrate, tutto quel dolore e quell’illusione, la trepidazione e l’attesa, era sufficiente per giustificare l’esistenza del mondo. Avrebbe voluto correre per i corridoi, fermarsi ad ogni finestra a guardare dall’alto quell’inutile città. E poi vedere qualcuno morire, qualcuno nascere. E piangere. Piangere.

 

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Informazioni su massimobettini

Ho aperto un blog per dimostrarmi che un blog non serve a niente, quindi cercherò di gestirlo nel peggior modo possibile, evitando accuratamente tutte le buone regole per un blog di successo. Conto di riuscirci. Il mio motto è, posto ma non mi sposto. Vedi tutti gli articoli di massimobettini

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