frames 1. carta canta

Ero in  coda al supermercato e davanti a me un signore distinto con l’aria di essere un ingegnere stava scaricando la sua spesa sulla cassa. Non ci avevo fatto caso prima ma il suo carrello era pieno all’inverosimile, una montagna di pacchi sommergeva completamente la cassiera, ma la cosa più curiosa era che si trattava di carta igienica. Nel carrello non c’era altro che carta igienica. Anche gli ingegneri cagano si capisce, ma era davvero imbarazzante. Mi voltai dietro per condividere l’impaccio con qualcuno e trovai un uomo assorto nel suo limbo da supermercato, un manovale, forse elettricista. Non incontrando il minimo accenno di partecipazione abbassai lo sguardo, e una volta che fu proprio dentro il suo carrello vidi che anche lì c’erano alcuni pacchi di carta igienica. Niente a che vedere con l’esuberanza dell’ingegnere, che nel frattempo si allontanava tenendo in bilico il suo castello di carta igienica. Misi le mie quattro cose sul nastro e quando fui davanti alla cassiera le feci un cenno dimesso come a scusarmi di non avere preso nemmeno un rotolo. Nel frattempo avevo cominciato a sentire un certo mal di pancia. Dirigendomi verso l’uscita mi superò una giovane coppia, lui aveva due pacchi di carta igienica sotto le braccia, lei uno solo, e poi a seguire i due bambini, ognuno col suo pacco di carta igienica. Poi la porta di vetro si aprì e confortato dall’aria fresca mi diressi alla macchina. Quand’ecco una visione fantastica si raffigurò davanti a me. Il parcheggio era animato da gente affaccendata a riempire le loro macchine di carta igienica. Pacchi che cadevano dai carrelli in corsa, portiere che si chiudevano a fatica, chi lasciava la moglie a guardia dei pacchi per tornare per un secondo viaggio. Sicuramente doveva trattarsi di una promozione, pensai. Così rientrai per informarmi, che nel caso avrei  potuto approfittarne. Nessuna promozione signore. Avrei voluto capire meglio, obiettare qualcosa, ma avevo un mal di pancia preoccupante ormai, e dovevo correre a casa.

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Informazioni su massimobettini

Ho aperto un blog per dimostrarmi che un blog non serve a niente, quindi cercherò di gestirlo nel peggior modo possibile, evitando accuratamente tutte le buone regole per un blog di successo. Conto di riuscirci. Il mio motto è, posto ma non mi sposto. Vedi tutti gli articoli di massimobettini

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